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Giustizia, Legge e Partecipazione. L'acqua di Varese

Posted by etio on February 6, 2011 at 4:47 PM

Alcune considerazioni personali in preparazione all'Incontro in Regione dei Comuni del 'Plis Bevera' -vanificato da una cava- e con utenti dell'acqua dei pozzi esposti a rischio a seguito delle attività estrattive e di riempimento di cavità artificiali preesistenti nel parco stesso.

A difesa del concetto di Giustizia unito a quello di Legalità.


Il territorio del proposto Parco locale di interesse sovracomunale Valle della Bevera si presenta come un vasto polmone verde ad est e nord di Varese, ai confini con la Svizzera.

Lo strumento di enorme potenza descritiva, evocativa e pratica rivestito da Google Earth permette immediatamente a chi si avvicina all'area nella visione satellitare di cogliere la sua valenza geologica. Una falce di prati intonsi disegnano il letto di un fiume fossile, antecedente all'attuale assetto idrologico superficiale e ad esso necessariamente connesso. Un fiume di grandi dimensioni attraversava la valle del rivo attuale, la Bevera, che scende dal sito Unesco dei Monti Orsa e San Giorgio, senza certo colmare i prati e i boschi, nati su milioni di metri cubi di detriti alluvionali depositati dal fiume antico.

La parte alta del Parco sale sullo scoglio di Velmaio -paese non interessato da modernizzazione- dall'alveo fossile presso i sei pozzi che contribuiscono in misura imprescindibile a foraggiare una rete idrica che copre 220.000 Varesini, poco al corrente di una situazione di rischio crescente.

Appena oltre, una cava colossale si rivela dal satellite, in un'immagine colta nell'estate del 2008. E' la cava Valli. Foto degli alunni di ecologia della classe 3C sperimentale dell'Istituto Daverio rivelano che in meno di venti mesi dalla foto di Google Earth la sua superficie si é quasi raddoppiata, mentre decine di grossi veicoli ogni giorno, tre su quattro all'incirca diretti in Svizzera, varcavano il chilometro abbondante che separa la cava dal valico del Gaggiolo.

 

Salvatore Furia dal Campo dei Fiori commentava ripetutamente, intorno al 1970, col tono di denuncia di una situazione certo legale, ma offensiva delle nostre risorse ambientali, che "Le montagne Varesine se ne vanno rapidamente in Svizzera, senza il passaporto".

La cava peggiore per la zona era allora la Rainer, oggi parzialmente riempita con materiali di provenienza non certa, e definitavamente chiusa dalle Autorità solo in epoca recente.

L'attivazione di cittadini ed autorità di Cantello, il comune assediato in questi due anni da una pletora di azioni estrattive, costruttive e di discarica tali da togliere non solo ogni valore al Plis costituendo, ma da minacciare seriamente la qualità della vita dei residenti con attacchi alla qualità dell'aria e dell'acqua ha rapidamente rivelato la presenza di riempitivi pericolosi nella cava Femar, da tempo chiusa. Là dentro residenti e non notano lo stesso temibile materiale che abbonda in una collinetta artificiale in Svizzera, totalmente a ridosso delle prime case tra Gaggiolo e Cantello: il fibrocemento.

 

La Confederazione, attenta nei media infinitamente più dei nostrani alle lamentele ormai pesantissime degli abitanti in zona non presenta, vista dal satellite, alcuna cava nè in zona nè più all'interno. La collinetta del Gaggiolo appare essere ancora mentre si scrive una discarica in crescita, di materiali estremamente pericolosi.

Da molti anni é direttamente provata la correlazione clinica tra diffusione di fibre d'amianto da fibrocemento in decomposiizone e il mesotelioma delle pleure, sua conseguenza diretta e generalmente fatale.

I vicini Ticinesi appaiono godere di una situzione di dominanza ambientale, per la quale i rischi si accumulano per loro oltreconfine, o sullo stesso. Mentre diverse compagnie assicurative perché no, a capitale confederale, hanno molto sofferto i danni legati ai compensi insostenibili dovuti ai famigliari delle vittime dell'amianto.

 

La cava che aprirà il Sig. Nidoli, noto per avere nel passato procurato diversi danni documentati al nostro territorio, ha nel piano approvato dai diversi livelli

giurisdizionali una cubatura totale di due milioni di metri cubi, 1.550.000 di inerti vendibili, ai prezzi del 2010, tra 87 e 92 milioni di franchi di valore: http://www.itl-sa.ch/listini/Listino%20prezzi%20inerti%20e%20sottofondo%20valido%20dal%2001.01.2010.pdf.

Toglierà, a calcoli fatti, totalmente di mezzo la collina che separa il proposto parco dalla pedemontana, autostrada a quattro corsie.

 

I cittadini convenuti ad un pubblico dibattito al Salone Estense a Varese hanno ieri l'altro con estrema forza di argomentazioni chiarito di sentirsi ridicolizzati dalla proposta di parco, mentre la sola cava Nidoli Italinerti distruggerà -scavandola di fatto- tutta la parte di ingresso da sud, la più paesaggistica e ancora intonsa della valle.

Per totale inciso, quella da cui chi scrive ha condotto agli inizi degli anni novanta le uscite del primo corso sperimentale di Ecologia istituzionalizzato in una scuola superiore in Provincia.


Dalla consapevolezza che un parco salva le risorse paesaggistiche oltre che ambientali, la sola osservazione che la collina boscata, pur composta di preziosi inerti da edilizia, vista da altro aspetto, non può a nessun costo esere rimossa senza inficiare totalmente la natura del parco!

Chi vede dal satellite lo scempio al paesaggio causato circa due chilometri a nord dalla cava Valli si rende visivamente conto dal satellite, ancor prima di osservarne l'imponenza da terra, che opere simili sono perfettamente incompatibili con un'area protetta.

La gente intorno, e le quaranta associazioni che con voce sostenuta e ripetuta chiedono la necessaria valutazione dell'impatto ambientale e la VAST relativa alla cava Nidoli si preoccupano della loro acqua. Nella stessa riunione al salone Estense a Varese l'ingegner Bossi, primo presidente della municipalizzata che gestisce l'acquedotto ha richiamato la soddisfazione ed il sollievo nel constatare portate pari e possiblimente superiori ai dueconeto litri al secondo di ottima acuqa dai primi tre pozzi fatti negli anni sessanta del secolo scorso, ammonendo a preparasi a difenderli, dato che la situaizone é irripetibile nel territorio. L'ingegner Uggeri, esperto consulente di A2A, qui potenziale parte lesa dalle due cave, la Valli e la Nidoli, ha notato che la qualità dell'acqua non é più perfetta, ma che in buona sostanza 'spera', data l'assenza di VIA fin qui, che la movimentazione di materiale non verificato in cava, la privazione di ogni strato filtrante che aumenta il rischio di inquinamento della falde non risultino in inquinamenti diretti o mediati. 

Davanti a cotanta densa platea di cittadini a fatica sofferenti ha dimostrato che mentre la cava Valli sta a monte, dunque può direttamente intaccare la falda sotteranea, la cava Nidoli Italinerti sta a valle del flusso profondo.

Lo stesso Uggeri non ha potuto che acconsentire all'osservazione dello scrivente, assai semplice e lasciata a titolo cautelativo -dato che la Regione stessa ci ha privati di qualsiasi strumento per valutare il rischio-: la collina dei tre scali che verrà di fatto asportata si trova anche alla base almeno dieci metri più alta dei pozzi che si trovano sì oltre i duecento metri di legge dal limite estremo della cava autorizzata dal piano Provinciale. Dunque le acque superficiali, che le profonde alimentano provengono in parte dalla zona della nuova cava!

La Regione non fa per nulla l'opposizione al piano che i 220.000 utenti l'acqua della valle legittimamente si attendono. Occorre, é chiaro a chiunque, valutare ogni rischio nel dettaglio.

 

Qui devo, memore di battaglie per parchi che ho affrontato fin da piccolo per il Campo dei Fiori, e nel mio paese di adozione più recente, l'Etiopia, notare che la Giustizia supera in valore concettuale la Legittimità di ogni intervento che ponga a rischio risorse non rinnovabili, quali acqua, aria e paesaggio.

I nostri figli e le creature delle nostre creature hanno diritti non diversi dai nostri, qui in specifica all'acqua pura.

Le azioni del signor Nidoli e dei suoi procureranno, come evidente per i cavatori Valli, utili molto sostanziosi, che nessun legislatore può correttamente soppesare alle risorse acqua, aria, paesaggio. né intermini di diritti, nè in termini economici.

La gente del comprensorio idrico della valle della Bevera, da Cantello ad oltre il lago di Varese si sente derisa ed offesa per la causale che la Legge addice a non eseguire i logici studi ambientali che con tutta probabilità ribalterebbero le decisioni prese.

Un ragazzo consumatore dell'acqua della Bevera ora e fra venti anni, posto davanti alle immagini satellitari si chiede: quegli enormi buchi profondi sopra i pozzi non fanno male all'acqua? La sola risposta che la nostra legge può ora dargli é: "Ci sono dei grandi golosi, che davanti ad una montagna si comportano come tuo fratellino col barattolo della conserva, per raddrizzare il buco che avevano fatto prima finiscono la montagna, come lui la marmellata".

Non é giusta la legge che consente di scavare prima abusivamente e poi togliere la montagna di mezzo per evitare che crolli.

Un'anziana signora dietro di me si chiedeva se non fosse allora indispensabile ingaggiare tutte le risorse della Regione per spianare il monte Poncione, che grava pericoloso sulla vicina Valganna, mentre altri astanti sornioni aggiungevano quelle dello Stato e dell'Unione Europea per mettere in sicurezza la Grigna o diversi 4000 pericolanti.


Giusta la legge, adottata in altri Stati ed in Italia per contenere gli incendi boschivi, per cui dopo un attacco all'ambiente il luogo interessato subisce il mutamento di edificabilità o di destinazione. Chi brucia o scava abusivamente può star certo solo così di non poter mai più edificare o cavare. Gli abusi si fermano immediatamente.

Altrimenti, foraggiamo con leggi disattente ed incomplete la criminalità che si cala inesorabilmente ove vi siano facili guadagni.

In questo caso, semplicemente, l'amministratore che applica il criterio scriteriato del "recupero" commette ingiustizia palese.


Legge e Giustizia si sommano nella partecipazione che la gente di Cantello prima e del parco intero ora costruiscono insieme.

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1 Comment

Reply mariachi bands
8:43 PM on September 26, 2011 
You are totally correct on this piece