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Stages Tiepidi. Alternanza o prove di lavoro?

Posted by etio on January 25, 2011 at 10:47 AM

Giornali locali titolano con compiacenza, o giusta soddisfazione, "7000 in provincia di Varese accompagnati dalle scuole al mondo del lavoro".

Alla mia scuola, il 'Daverio', molti volontari, docenti, un Vice Preside ormai a questo

delegato, diversi alunni si alternano da tempo a programmi e stampanti per accumulare precisi contratti, convenzioni, istruzioni da riempire rigorosamente.                         

Per esempio é di prassi obbligata indicare la classe di pericolosità del monitor di PC eventualmente affidato al giovane, per un preciso numero di ore, indicato in una circolare ministeriale. Disordine e sconforto di chi voleva continuare in modo, ahimè, il più possibile ordinato a discutere programmi, materie con i ragazzi, presi in turni fuori, salvo qualche discente proprio contrario all’idea. Tutti in attesa dei professori, che intasano le linee dell’Istituto per contattare ogni studio possibile di commercialista e geometra, solo se si può magari anche altri, visto che comunque Ragionieri e Geometri devon essere.

Sarà bene, l’anno prossimo tutti faranno così per legge. 90 e 70 ore al lavoro a seconda dell’anno di corso. Rigorosamente senza poter uscire da un ufficio, regole lo impongono.

Si chiama alternanza scuola lavoro, guai a dire prova di lavoro o stage.


La novità sta nel coinvolgimento dei professori, e nel fatto che devono capire, partecipare, dare un voto. Bene, ma nessuno li paga, e siccome hanno questo solo anno avuto una diminuzione dell’8% di salario in mancati aumenti e un aumento delle ore fronte alunni del 15%, dato il passagio della lezione a 60 minuti, oltre a generalizzati aumenti di riunioni varie un po‘ ovunque nelle superiori, i docenti non son contenti, se possono remano addirittura contro o osservano perplessi i soliti immancabili Stakanov. Scandalo! I soliti Statali fannulloni.

Ora, io son di quelli che criticano, allora vi spiego perché.


L’anno scorso ho mandato soddisfatto mia figla dal Medico. No, non il medico del lavoro per certificare che può e non fare nello stage. Dal mio medico curante a Varese.

Segue la Scuola Europea, loro, indietro anni luce, lo chiamano ancora stage.                    Come? Certo che vengono valutati da un docente, con un articolato giudizio. Che vien però nell’essenza da un formulario, fatto da chi ha offerto il trogloditico 'stage'.

Perdonate, succede che mia figlia pur ha fatto una scuola articolata, ma non voleva fare altro che il Medico, e allora il posto se lo é cercato lei. Come tutti.

Per me cosa assai educativa, visto che il primo lavoro da imparare é il difficile compito lavorativo di.. trovarsi un lavoro. Corvée a cui i docenti dal posto fisso davvero partecipano a malincuore.    Simpatizzo, non sono io prof lo stagista, scusate ho bestemmiato, volevo dire ad andare in 'alternanza'.

Mi resta, e nessuno me la toglierà, l’idea che qui si fa non poca fuffa, o persino che si pensa di aver inventato l’acqua tiepida. Alcuni, per non dire una buona parte dei comparti della mia scuola annaspano al nuovo vasto e arduo compito, ma i ragazzi in fondo si trovano da soli per la maggioranza dove andare, i prof di fretta mal rimborsati coprono di carte doverose gli Studi professionali.         

Di solito destinazioni un po’ monotone: ‘hai voluto studiare da geometra, non puoi lavorare se non al Cumune o in uno studio o da un costruttore, vero!’.

La colpa pare stia in una circolare Ministeriale da seguire alla lettera, non vi sia colpa, o al più la scuola non abbia scelto il cammino più adatto. Non capisco.


Io Sogno, per la liberazione di molti colleghi non entusiasti della cosa, il modello consolidato dell’Europea di Varese:


1.      Tutti sanno che devono procurarsi un lavoro in prova da fare, in un determinato momento della loro carriera a scuola. Sarà consono alle loro ispirazioni di lavoro. I docenti hanno compiti limitati ad informare sul processo, non devono visitare gli studi per burocrazia, lo fanno se lo vogliono.

2.      La segreteria dà agli alunni, per i tutor in azienda dei moduli, una convenzione e un rapporto sul lavoro, che include i dati sul lavoro da affidare agli alunni, i famigerati aspetti coperti e no da assicurazione, e un FOGLIO CON LE FAQ, le domande a cui i docenti NON sanno rispondere quasi mai, facendo figuracce e a volte gettando le controparti nello sconforto.

3.      I contatti sono gestiti dalla Segreteria, dove si trova vicino al telefono il foglio con le FAQ, le domande che si sa chi accetta gli alunni fa. Il malcapitato offerente lavoro non deve cercare un docente in giornata libera, comunque spesso del tutto inesperto di questioni assicurative.

Fanno una telefonata a sorpresa nelle due settimane, che 90 o 70 ore, e... cavoli suoi se l'alunno manca.

 

Tutto QUI!!!                                                                                                                                                                        Lo metto sul mio blog per sollevare gli entusiasmi di colleghi e magari di altri coinvolti, certo per prepararmi agli improperi di chi ha fatto di questa roba materia di interminabili riunioni, ha scritto interi programmi da ordinatore per identificare e mettere in base dati centinaia di studi, ne ha fatto ragione irrinunciabile di giusta retribuzione personale -solo morale- di docente attento e competente.

Che ne perderebbero, al di là di proclami sulla nuovissima e poderosa alternanza, alunni e scuola?

Nella sostanza che cosa ha di diverso, a parte la semplificazione degli affari (semplici?), affidata ad apposita esperienza nel settore, di una scuola che non mi pare l’ultima nel mio territorio?

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